Fieri del nostro made in Italy – il caso di MOM

Riportiamo con piacere un articolo di Varesefocus che coinvolge una società a noi molto cara, la Meccaniche Orologi Milano, un potente esempio cosa può la creatività ed il genio artigianale italiano.

 

Come tutte le storie di imprese di successo, anche questa inizia nel modo più classico: nel solito garage, incubatore di grandi idee e intraprendenza. In una cantina, per l’esattezza. Quella di casa Rigotto, dove Pierangelo, nel 1973 comincia l’attività familiare di produzione meccanica. Una ditta che nel 1989 prende poi il nome di Remal, trasferendosi negli attuali capannoni di Lonate Pozzolo. Il finale di questa storia è ancora da scrivere, ma è nell’aprile del 2013 che la trama prende un risvolto del tutto inaspettato. L’azienda, infatti, che produce per conto terzi pezzi di meccanica di precisione, vende per la prima volta al salone del mobile di Milano un proprio prodotto progettato e realizzato dalla A alla Z: un orologio a muro. Da qui nasce una nuova avventura imprenditoriale. Uno spin-off verrebbe da dire, anche se in questo caso il termine non rende bene l’idea. I tre figli di Pierangelo, ossia Emanuela, Alessandro e Alberto, decidono, infatti, di affiancare al lavoro della Remal anche quello di un’altra azienda che viene fondata nel 2016: la Meccaniche Orologi Milano. “Un’impresa sorella di Remal, ma ad essa parallela. Con un proprio brand, una propria comunicazione, una propria attività di marketing”, racconta oggi Alessandro Rigotto. Il core business è quello degli orologi da muro e da tavolo. Non degli orologi qualunque. Ma dei veri e propri oggetti che si inseriscono nella fascia del lusso made in Italy. Design moderno e innovativo, rispetto e valorizzazione della tradizione meccanica orologiaia, ingranaggi in bella vista, totale trasparenza, margini di personalizzazione in base alle esigenze e
richieste del cliente: quelli che la Meccaniche Orologi Milano di Lonate Pozzolo realizza sono pezzi che vanno dal valore di 22mila a 40mila euro. A comprarli sono gli alberghi di lusso e architetti che arredano i castelli della Loira, gli attici che, nel pieno centro di Londra, si affacciano sul Tamigi; le case degli emiri arabi; le ville di Miami; gli appartamenti dei rampanti manager russi. Solo per fare alcuni esempi di chi in questi anni ha comprato
un orologio della famiglia Rigotto Sono 25 i pezzi venduti mediamente ogni anno.

“I nostri concorrenti nel mondo si contano sulle dita di una mano”, spiega Emanuela. E in questa frase c’è anche uno dei motivi che ha spinto lei e i suoi fratelli a imbarcarsi in questa nuova avventura da affiancare alla storica attività della Remal “che continuiamo comunque a portare avanti con la stessa passione”. Proprio il know-how accumulato negli anni dalla Remal sul fronte della meccanica di precisione applicata agli oggetti di alto design come i famosi biliardini (anche questi made in Varese) della Teckell di Gallarate, unito alla passione per gli strumenti della misurazione del tempo di Alessandro Rigotto, sono alla base della scelta di impegnarsi nella produzione di orologi. “Dopo anni di attività in conto terzi, sentivamo il bisogno di
affacciarci sul mercato con un nostro brand, con prodotti da poter realizzare in casa dall’inizio alla fine”, racconta Alessandro: “Nel pieno della crisi ci sentivamo ad un bivio. Continuare a fare quello che facevamo investendo sull’automazione e l’industria 4.0. Oppure puntare sull’artigianalità made in Italy e su un prodotto in grado di competere nella fascia del lusso”. Ha vinto la seconda opzione. Ma perché, tra le tante lavorazioni meccaniche possibili, puntare proprio sugli orologi? “Un po’ per una mia passione e poi sulla base di un’analisi di mercato”, spiega Alessandro.
La Meccaniche Orologi Milano, infatti, nasce per coprire un vero e proprio vuoto. “Gli orologi da polso hanno da tempo seguito la moda e ad essa si sono adattati, fino a diventare dei gioielli da mettere in mostra, più che dei quadranti per leggere l’ora. Per quelli da muro o da tavolo, questo non è avvenuto. Il pendolo classico, pur evolvendo in oggetti di indiscusso valore, ha sempre e comunque puntato sullo stile classico. Non ha seguito
l’evoluzione del design e degli arredamenti moderni”. Di fronte ad un orologio made in Lonate Pozzolo si capisce cosa intende Alessandro Rigotto: quelli della Meccaniche Orologi Milano sembrano fatti e finiti per adeguarsi agli stili più di avanguardia. Oggetti di un’eleganza contemporanea. “Siamo nati per rispondere alle esigenze degli architetti che devono arredare alberghi e case di lusso dallo stile innovativo”. Dietro le lancette il meccanismo di funzionamento è ben visibile e osservabile nel suo movimento ipnotico di misurazione del tempo.

I pochi concorrenti di questo segmento di mercato utilizzano tuttoun altro stile. Da qui i margini di crescita che i fratelli Rigotto hanno intravisto, facendo una scommessa. Che sembra ben avviata per essere vinta. La Orologi Meccaniche Milano è riuscita a entrare nei circuiti giusti. Quelli che contano. Primo fra tutti l’accademia di fama internazionale A.H.C.I. (Horological Academy of Independent Creators) di Morges in Svizzera, nella quale Alessadro Rigotto è stato accettato come candidato nel 2017. Il che equivale ad entrare in una sorta di elite degli orologiai, composta da non più di 38 componenti nel mondo. Una specie di Olimpo delle lancette e, più prosaicamente, una chiave che ha permesso all’azienda di partecipare insieme ad altre realtà di prestigio agli stand delle fiere internazionali più importanti del settore. “Da soli non ce l’avremmo mai fatta”, racconta Emanuela.
L’immagine, nel lusso, è tutto. In questa direzione va anche la recente apertura di un’esposizione dei propri orologi all’interno dello spazio Behouse (The Bespoke House), in pieno quadrilatero della moda di Milano. “Siamo la sintesi – afferma ancora Alessandro – di un made in Italy che nasce dalla vocazione industriale del territorio. Nel nostro caso, quello della meccanica”. Che i fratelli Rigotto non intendono abbandonare.

Perché di fronte a quel bivio tra industria 4.0 e artigianalità, è vero che è nata la “startup” Meccaniche Orologi Milano. Ma è anche vero che nei reparti di quella Remal da cui tutto è partito e all’interno dei quali ci accompagna Alberto Rigotto, c’è pure tanta automazione, “sulla quale abbiamo investito, anche di recente con l’acquisto di nuovi macchinari”. Da una parte l’entusiasmo per il nuovo business. Dall’altra l’intenzione di non arretrare di un millimetro dalle proprie origini. Dal garage, al design di lusso. Un filo conduttore comunque c’è: il made in Italy.

Varesefocus 29/01/2018