Bonus assunzioni: come scegliere tra gli incentivi 2018

Tra conferme, novità e casi particolari è chiaro il quadro degli incentivi all’assunzione operativi nel 2018 per aziende e professionisti. Dalle agevolazioni all’assunzione di giovani e di studenti (apprendisti o impegnati in percorsi di alternanza scuola-lavoro) ai nuovi sgravi per i lavoratori beneficiari dell’assegno di ricollocazione: il ventaglio delle opzioni è molto ampio. Diventa indispensabile fare luce sulle regole di fruizione e sui requisiti di spettanza in modo da fornire una guida alla scelta ponderata tra i vari strumenti a disposizione che tenga conto dei costi e dei vantaggi per i datori di lavoro.

Anche nel 2018 le imprese sono chiamate a destreggiarsi tra vecchi e nuovi incentivi all’assunzione. La disciplina ridisegnata dalla legge di Bilancio 2018, seppure strutturale, si presenta piuttosto articolata: in alcuni casi le agevolazioni vengono estese anche ai rapporti a termine e, in alcuni casi, sono introdotte ipotesi specifiche di decadenza e di “portabilità” dello sgravio in corso di fruizione.

Giovani e Sud

La legge di Bilancio 2018 ha modificato e reso strutturale il panorama degli sgravi e degli incentivi all’assunzione, in particolare con riferimento all’impiego a tempo indeterminato di giovani e lavoratori del Mezzogiorno. Il legislatore è infatti alla ricerca di una strutturazione stabile e incisiva di tali incentivi, che possa finalmente favorire una definitiva ripresa dell’occupazione nel nostro Paese.
In considerazione delle novità introdotte, si presenta molto articolata la procedura di identificazione dei requisiti di ammissione alla fruizione, sia in capo ai datori di lavoro che con riferimento ai lavoratori da assumere. Oltre al rispetto dei requisiti generali per la spettanza degli sgravi, infatti, la legge di Bilancio 2018 prevede, in relazione al nuovo sgravio triennale, una specifica ipotesi di decadenza dal beneficio, qualora il rapporto di lavoro venga interrotto dal datore di lavoro nei primi 6 mesi. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre l’arco temporale intercorrente tra il termine del percorso di studio o formazione e l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani.
Soltanto per il 2018 rientrano tra i “giovani” i soggetti che hanno meno di 35 anni di età, mentre già dal prossimo anno il requisito anagrafico scende strutturalmente a 30 anni.
E’ importante sottolineare, a tal proposito, che, per la prima volta nel nostro ordinamento, si perviene ad una identificazione del beneficio in una sorta di “dote” che il lavoratore porta con sèin caso di cessazione del rapporto di lavoro: la legge prevede infatti che, in caso di successiva assunzione da parte di un nuovo datore di lavoro, la fruizione dell’incentivo possa riprendere fino a completamento della durata prevista.

Misura delle agevolazioni

Lo sgravio dai contributi previdenziali è totale soltanto per i lavoratori del Mezzogiorno o in caso di assunzione, entro 6 mesi dal termine del percorso didattico, di studenti che hanno svolto presso il medesimo datore di lavoro percorsi di alternanza scuola-lavoro o abbiano sottoscritto contratti di apprendistato di I o III livello.
In tutti gli altri casi, lo sgravio è parziale e si attesta al 50% dei contributi previdenziali dovuti, ferma restando l’esclusione dei contributi INAIL da qualunque forma di beneficio.

Le eredità del 2017…

Restano in vigore gli sgravi riguardanti l’assunzione di donne, ultracinquantenni, percettori di NASpI e di lavoratori in CIGS.

…e le novità 2018

Una novità assoluta è costituita dall’agevolazione prevista in caso di assunzione di lavoratori ammessi a fruire dell’assegno di ricollocazione. Ricorrendo questa fattispecie, infatti, ai datori di lavoro è riconosciuto l’esonero dal versamento del 50% dei contributi previdenziali, entro un tetto massimo di fruizione fissato a 4.030 euro annui, per una durata di 18 mesi, in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato, o dodici mesi, se l’assunzione è a termine.
Infine, le cooperative sociali che procedono a nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, nell’anno 2018, di donne vittime di violenza di genere, come risultanti dalle certificazioni emesse dai servizi sociali del comune di residenza o dai centri anti-violenza o dalle case rifugio, hanno diritto, per un periodo massimo di 3 anni, allo sgravio delle aliquote per l’assicurazione obbligatoria previdenziale e assistenziale dovute relativamente ai suddetti lavoratori e alle suddette lavoratrici assunti.